Edizioni del Premio

I Edizione 2010

2010: I Edizione

Circolo degli Artisti

10 giugno 2010

Ospiti: Giovanni Rossi, Beppe Giulietti, Fulvio Flammoni, Corrado Oddi, Carla Cantone, Paolo Serventi Longhi 

Concerto “Orchestra di Via Padova”

VINCITORE

Interim

Jonathan Zenti 

Nel 1996 una sentenza della Corte Europea obbliga il Governo a inserire nella propria legislatura delle norme che liberalizzino il sistema delle assunzioni. Nasce così il famoso ‘pacchetto Treu’. Dieci anni dopo Jonathan Zenti si fa assumere come lavoratore interinale in una grande azienda raccolta e smistamento di ricambi d’auto. Per due mesi registra ciò che accade e raccoglie le storie dei lavoratori flessibili impiegati nell’azienda. La flessibilità, che avrebbe dovuto rilanciare l’economia grazie ad una pressione fiscale inferiore per le imprese, porta dopo dieci anni, alla più grande crisi economica del nuovo secolo. La crisi è reale o è un sistema costruito per realizzare una ristrutturazione mondiale del lavoro?  E chi ci ha rimesso, alla fine? È il racconto di due mesi di lavoro interinale dentro una delle aziende con una organizzazione delle più complesse del nord-est, dove convivono cooperative, lavoratori con contratto a termine, e lavoratori a tempo indeterminato. Il racconto di Jonathan Zenti, protagonista diretto dell’esperienza, si intreccia con le didascalie e le contestualizzazioni di Marianna Stella e con gli intermezzi recitati da Francesca Speu.

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SECONDO CLASSIFICATO 

Questa casa non è un albergo

Benedetta Aledda

A partire dall’estate del 2009, in diverse località italiane, operai, guardie giurate, insegnanti sono saliti su un tetto per reclamare il diritto al lavoro. Forse il primo è stato Francesco Centrone, a Bologna. Il 23 luglio è salito in cima all’albergo di lusso in cui lavorava da 20 anni. Aveva appena ricevuto una lettera in cui gli veniva comunicato che non era più indispensabile. Insieme a lui cameriere, facchini e manutentori del Royal Hotel Carlton rivendicano il valore della loro esperienza, spiegano i meccanismi “perversi” con cui si sta cercando di lasciarli senza lavoro, ripercorrono anni di servizio in un luogo che loro chiamano “casa”

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TERZO CLASSIFICATO 

L’isola dei cassintegrati e altre storie di lavoro

Giorgio Zanchini, Cristina Faloci, Rosa Polacco 

La protesta sui luoghi del lavoro ha visto moltiplicarsi quest’anno in Italia le forme e le manifestazioni più varie ed eclatanti per mantenere alta l’attenzione dei media e della politica sulla centralità del problema occupazionale nel nostro Paese dove manca una vera politica industriale da almeno 30 anni; un esempio per tutti è il fatto che già da un decennio si parla della chiusura dello stabilimento Fiat di Termini Imerese senza praticamente avere ancora individuato una proposta di riconversione. In Sardegna, invece, dal 7 gennaio 2010 sono in sciopero i chimici della Vinyls di Porto Torres, la seconda industria italiana dopo Porto Marghera, con migliaia di dipendenti, attualmente in amministrazione controllata; alcuni di loro stanno occupando a turno la torre dell’Asinara vivendo in quelle che un tempo erano le celle del carcere. Gli operai in cassa integrazione da novembre 2009 percepiscono circa 300 euro al mese, non chiedono assistenzialismo, chiedono di potere continuare a lavorare all’interno del mercato. D’altra parte, la crisi ha rappresentato in certi casi anche un’opportunità per alcune figure che, da dipendenti che erano, hanno fondato società proprie valorizzando il capitale umano con corsi di formazione là dove la domanda era più alta: è il caso delle esternalizzazioni nel settore turistico alberghiero, di norma viste come uno spauracchio per i lavoratori. La crisi, peraltro, non ferma, anzi per certi versi fa aumentare il rischio di infortuni sul lavoro: meno soldi significa in molti casi meno sicurezza. Proprio alla vigilia di Pasqua, un incidente alla centrale Enel di Civitavecchia ha provocato un morto e alcuni feriti. Dopo la giornata di sciopero, e alla luce di altri decessi occorsi nella stessa centrale negli ultimi tre anni, il sindaco ha decido di sospenderne I’attività finché non verrà fatta chiarezza sulla vicenda.

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SERVIZI DI INFORMAZIONE GIORNALISTICA

Ostaggi della polvere

Chiara Romanello 

Viaggio a Casale Monferrato a pochi giorni dalla prima udienza del processo Eternit (che si è tenuta a Torino il 10 dicembre 2009). Un procedimento dai numeri imponenti (tanto da essere considerato uno dei più grandi d’Europa): 2889 le parti lese nel capo di imputazione, più di 1500 i morti accertati. La paura e la rabbia dei casalesi, il mesotelioma e le psicosi collettive di una cittadina trasformata dall’amianto. 

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Coworking: l’ufficio condiviso

Marialuisa Pezzali 

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La Repubblica delle idee. Lavoratori nell’era 2.0

Scuola di Giornalismo “Walter Tobagi” 

Alessandro è un professionista della coolness, un trend setter e un player importante nel mondo della comunicazione. Matteo è un bocconiano che sognava di diventare il nuovo mago di Wall Street ma con la crisi dei mutui deve competere ai colloqui con i manager in uscita dalle grandi banche. Massimo fa il copywriter e ha avuto un’idea per ridurre i costi aziendali: condividere la scrivania con altri lavoratori. Ha inventato il Coworking. Massimiliano sedeva sulla poltrona sicura di Amministratore delegato di Google Italia e ha scelto di andare in proprio. Ha fondato una piattaforma per aiutare a sviluppare le idee altrui. Valerio fin da piccolo voleva fare il regista. C’è riuscito. A costi bassi e con i nuovi media, è diventato il videomaker del ventunesimo secolo. Cinque storie per raccontare il mondo del lavoro che cambia. 

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APPROFONDIMENTI

Lavoro: punto e a capo

Alessandra Cardone 

Lavoro: punto e a capo è il racconto di due esperienze a confronto. Luigi, ventunenne napoletano, lavora da qualche anno, facendo diversi lavori con un’unica caratteristica comune: lavori in nero, sottopagati, zero misure di sicurezza. Natasha, ucraina con permesso di soggiorno a Napoli, ha lasciato il suo paese di origine in cerca di lavoro. Ora ha un contratto regolare, che però i datori di lavoro non rispettano. Molti doveri e pochi diritti… pochi o nessuno. Sentirsi diversi in terra straniera e sfruttati nella propria città. Natasha e Luigi sono l’emblema delle condizioni lavorative più comuni, quelle troppo spesso nell’ombra, di cui ci si ricorda solo in ricorrenze come il primo maggio. Lo speciale è stato realizzato seguendo uno schema preciso: prima di ogni domanda ai protagonisti, la voce fuori campo recita un articolo di legge, dalla Costituzione allo Statuto dei lavoratori, fino alla Legge 81, per evidenziare la contrapposizione tra norme e realtà, tra come dovrebbe essere e come è. Il titolo Lavoro: punto e a capo è la sintesi di queste due storie, che come tante altre non conoscono un punto di svolta, o almeno, non lo conoscono ancora. Andare a capo vuol dire avere la forza di ricominciare, non dimenticare mai le proprie aspirazioni e i sogni nel cassetto. La puntata termina con una citazione di Cesare Pavese: Nel sogno sei autore e non sai come finirà. 

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Speciale INNSE

Flavia Mosca Goretta 

La vertenza e la lotta dei 49 operai della Innse Presse di via Rubattino, Milano. I mesi in presidio nell’ex portineria accanto alla fabbrica e gli otto giorni e sette notti trascorsi da quattro operai e un delegato Fiom su un carroponte, ad agosto 2009, per impedire lo smantellamento dei macchinari. E la vittoria finale, con la riapertura dello stabilimento. Una vicenda diventata simbolo, soprattutto per gli altri lavoratori di fabbriche e aziende in crisi. ln questo speciale, il racconto, in particolare delle giornate di agosto 2009, attraverso i notiziari e le corrispondenze andate in onda su Radio Popolare.

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REPORTAGE/DOCUMENTARI/INCHIESTE

Answer. Lotta al femminile 

Miriam Lepore 

Un giorno e una notte vissuti nel secondo call center più grande d’Italia, occupato. Nasce da qui -. Answers. Lotta al femminile – un documentario che attraverso le voci delle donne che lavorano alla Answers di Pistoia racconta la battaglia delle rsu sindacali ma anche di chi mai si era avvicinata alla politica, pur di mantenere il proprio posto di lavoro. Non è una lotta semplice, è un’assemblea permanente che vede notte e giorno le lavoratrici e i lavoratori mangiare, giocare a carte, ridere e lavorare insieme, nella lotta.

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La svolta, donne contro l’ILVA

Valentina D’Amico 

A Taranto ci sono donne combattive (mogli, madri, lavoratrici) che vogliono spezzare il bastone dell’illegalità e dell’arroganza. Vogliono mettere fine all’impunità che mortifica la propria dignità, uccide i propri mariti e i propri figli, mina la propria salute. Donne che si ribellano, oggi, contro quello che a Taranto e per Taranto è stata da sempre considerata una salvezza, da qualche tempo il peggiore dei mali. L’Ilva. L’Ilva è la più gronde acciaieria d’Europa che, insieme all’aumento annuale dei profitti, detiene il primato nazionale di morti sul lavoro (180 dalla prima apertura dei cancelli) e d’inquinamento dell’ambiente (il 92 % della diossina nazionale). Il documentario “La Svolta. Donne contro l’Ilva” racconta la battaglia di sei donne in particolare: Francesca e Patrizia, mogli di operai morti all’Ilva; Vita, mamma dì un giovane operaio finito ammazzato sotto una gru nello stabilimento; Margherita, ex dipendete sottoposta a soprusi, mobbizzata, licenziata; Anna, finita sulla sedia a rotelle, probabile conseguenza dell’inquinamento da diossina; Caterina, mamma di un bambino autistico. In primo piano la loro storia umana, di lavoro, di sofferenza. La loro voglia e necessità di riscatto per sé e per gli altri: nelle aule dei tribunali, nelle manifestazioni di piazza, nelle denunce senza veli alle massime cariche dello Stato. Sullo sfondo, al centro, sempre la fabbrica. II lavoro degli operai raccontato da dipendenti ed ex dipendenti, e svelato attraverso Ia vicenda di Antonino, morto nello stabilimento. La sua storia, narrata nel testo “La Svolta” scritto dalla moglie Francesca, sarà interpretata da Alessandro Langiu. L’ingresso all’Ilva, il lavoro all’IIva, la morte all’Ilva. Da qui si dipaneranno le esperienze personali delle sei donne, e con loro si ripercorreranno decenni di sconvolgimenti socio-economici e ambientali di una città che forse oggi ha trovato il coraggio di reagire contro la fabbrica. Quella fabbrica che è amica se dà lavoro (oltre 20mila occupati fino agli anni 90, neanche I 3mila oggi), ma che è nemica perché disprezza l’uomo e mortifica l’ambiente. 

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II Edizione 2011

2011: II Edizione 

Circolo degli Artisti

21-23 giugno 2011

Ospiti: Guglielmo Epifani, Roberto Natale, Anna Donato

Paolo Capodacqua canta “Brassens”

Proiezione video “Vecchioni in concerto”

VINCITORE

Terre di Puglia 

Ornella Bellucci 

Quest’inchiesta prova a indagare i mutamenti del lavoro agricolo in Italia dall’Unità a oggi partendo da Sud. In particolare, qui è la Puglia bracciantile degli ultimi due secoli a raccontarsi, crocevia costante di storie migrate da e verso altri Sud agricoli, non solo del Paese. Puglia che in questi anni è stata sede di cattivi esempi di lavoro agricolo “globalizzato’. Un lavoro prodotto dal super sfruttamento dei braccianti, per lo più immigrati. Li chiamano stagionali, ma prestano la loro opera tutto l’anno. Per pochi euro, su attività insicure controllate dai caporali. ln questo viaggio, tra passato e presente agricolo del Paese, ci accompagnano lavoratrici e lavoratori della terra. Con loro storici, sociologi, scrittori, antropologi, giornalisti, sindacalisti. Tra gli intervistati, Piero Bevilacqua, Leandra D’Antone, Rita Dileo, Goffredo Fofi, Alessandro Leogrande, Maura Palazzi, Enrico Pugliese, Giovanni Rinaldi, Ansalda Siroli. Le prime tre puntate dell’inchiesta documentano i singolari e tragici casi di lavoro agricolo globalizzato che dal 2005 fino al 2007 hanno interessato il Tavoliere pugliese, mostrando il volto di un nuovo made in ltaly, figlio della modernità e del business criminale. Con braccianti, per lo più provenienti da paesi della nuova Europa, tenuti in casolari diroccati dai proprietari tenieri (italiani) è dai loro caporali (spesso connazionali dei lavoratori sfruttati). Costretti a orari massacranti e controllati con le armi. Maltrattati, picchiati se si fermavano o tentavano di scappare. Truffati sul compenso, che gli estorcevano per le spese. Più i soldi per il viaggio da e verso casa quando il ritorno c’è stato. Molti lavoratori che hanno provato a ribellarsi sono scomparsi. Altri sono morti in circostanze misteriose. Altri ancora non hanno retto i ritmi di lavoro. Questi fatti nel giugno 2007 hanno portato la procura di Bari ad aprire un processo per riduzione in schiavitù e tratta di esseri umani a carico di 19 caporali, tra i quali 16 polacchi, un ucraino, un algerino e un italiano. In primo grado, il 22 febbraio dei 2008, sono stati condannati a 10 anni di reclusione tutti i capicellula cioè i caporali veri e propri. Gli altri – autisti, sorveglianti, guardaspalle – hanno preso chi 4 anni chi 4 anni e 8 mesi. Una sola assoluzione, per una autista e un non luogo a procedere per un imputato morto poco prima della sentenza. Sei anni di reclusione invece per Andrej Wnuk, il caporale divenuto collaboratore di giustizia che ha goduto solo delle attenuanti generiche. Le condanne sono state confermate nel processo d’appello nel 2009, e definitivamente dalla Cassazione nell’autunno lavorativo. 2010. È la prima volta che in Italia una sentenza di questo tipo viene applicata nell’ambito lavorativo. 

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SECONDO CLASSIFICATO

La ricerca sprecata

Paolo Tieri 

TERZO CLASSIFICATO 

Le verità nascoste

Marzia Ciamponi, Ebe Giovannini 

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III Edizione 2012

2012: III Edizione

Fandango Incontri 

25 settembre 2012 

Ospiti: Carla Cantone, Francesca Comencini, Tano D’Amico, Francesca Fornario, Valeria Fedeli, Giulio Marcon, Roberto Natale, Paolo Serventi Longhi, Giovanni Tizian 

VINCITORE

Abruxia 

Giuseppe Casu, Gianluca Stazi 

Venti anni fa l’ultima protesta dei minatori. Sono passati vent’anni e sembra storia di oggi. Una storia di lotte operaie, gallerie occupate, speranze deluse: quelle dei minatori della Sim (gruppo Eni) che, il 20 maggio del 1992, si barricano nella miniera di San Giovanni minando l’ingresso principale con l’esplosivo. Una protesta estrema dopo l’annuncio della società di Stato di chiudere i battenti. E il primo di 35 giorni di occupazione. Quando l’ENI sospende i licenziamenti, tutti tornano a casa, vittoriosi, ma è solo una tregua, qualche mese dopo l’occupazione riprende, dura 76 giorni e termina per lo sfinimento degli scioperanti: nessuno viene licenziato ma le miniere chiudono. Oggi, il tempo delle miniere è custodito nelle gallerie allagate, tra i resti dei villaggi minerari, dietro una barba, tra le pagine di vecchi registri, nelle acque rosse che attraversano le dune, nelle scelte di un maestro, nella voce di una lampada a carburo. Buio, paga, pericolo, acqua, vagone, laveria, esplosivo, paura, perforatrice, bedaux, occupazione, cronometro, turno, galleria, minerale, pozzo … sono alcune parole che abitano questo passato, seguendole abbiamo incontrato il senso del Noi, la dignità nel lavoro e l’irrefrenabile desiderio di poter lasciare qualcosa di buono ai figli … quantomeno la storia di chi eravamo. 

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VINCITORE SERVIZI D’INFORMAZIONE GIORNALISTICA 

Spalatore di nevi offresi 

Benedetta Aledda 

La città coperta dalla neve inattesa diventa un’occasione di lavoro per chi, di solito, non ne trova. Due ore di cammino fra le strade secondarie e periferiche di Bologna, un giorno del febbraio 2012, bastano per incontrare donne e uomini, tutti giovani e stranieri, che si offrono di liberare i passaggi delle case e delle auto, dove non arrivano i mezzi meccanici pagati dal Comune. Lo fanno in cambio di pochi euro. 

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VINCITORE APPROFONDIMENTI

Terra

Cinzia Franceschini 

Erano informatici, ma ora fanno i contadini. E, dicono, nelle zolle di terra del loro orto urbano sull’Ardeatina hanno trovato la forza per andare oltre la cassa integrazione e per tenere viva la loro protesta. I protagonisti del documentario sono tre lavoratori del settore IT di Agile, ex Eutelia – Gloria, Francesca e Adriano. Insieme ad altri venti informatici da settembre 2010 lavorano a Eutorto, un orto urbano di 3mila metri quadrati nato su un terreno dell’Istituto Tecnico Agrario “G. Garibaldi” di Roma. Due di loro, Gloria e Francesca, da qualche mese partecipano anche al progetto del Parco regionale dell’Appia Antica Hortus Urbis e lavorano per il collettivo di Casetta Rossa, dove preparano le colazioni della domenica e del lunedì. I lavoratori di Eutorto sono cassintegrati che non si sono rassegnati all’esclusione sociale che deriva dalla perdita del lavoro. Al contrario, si sono rimessi in gioco e hanno creato qualcosa che ora ha un ruolo essenziale nelle loro vite.

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VINCITORE REPORTAGE/DOCUMENTARI/INCHIESTE

Gente di Mare

Marcello Anselmo  

Gente di Mare è un affresco radiofonico dedicato al lavoro dei marittimi imbarcati sulle navi della marina mercantile. Petroliere, portacontenitori, chimichiere, traghetti sono i vettori che assicurano alla società dei consumi globale il continuo scambio di merci e il trasporto delle persone. Sono i lavoratori della retrovia del commercio globale. Il racconto si snoda a partire dalle origini di un mestiere radicato in territori specifici, descrive alcune fasi fondamentali del lavoro (ad esempio l’atterraggio ovvero l’approdo in porto, il timoniere) e si sofferma sui rischi del mestiere. Questi ultimi sono declinati attraverso la narrazione del naufragio della superpetroliera Amoco Cadiz affondata il 16 marzo del 1978 sulle coste Bretoni, causando il quinto disastro ecologico più grave del mondo. L’intreccio tra una narrazione generale e il racconto situato in uno specifico evento vuole essere il tentativo di utilizzare il linguaggio radiofonico come spazio di innovazione e sperimentazione narrativa quanto sonora. La dignità del lavoro, le professionalità e la magia del mestiere sono al centro del racconto della gente di mare che sale agli onori delle cronache soltanto quando è, involontariamente, protagonista di tragedie o disastri. Gente di Mare è costruito con il montaggio alternato di testimonianze dirette di lavoratori del mare e protagonisti dei mestieri del mare contemporanei, settore abituato a vivere tra ristrettezze e silenzi, e sonorizzazioni originali tratte da brani dell’ensemble musicale Nino Bruno e le Otto Tracce. Un breve testo dell’autore lega le diverse parti narrative. 

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MENZIONE SPECIALE

Parole in cuffia 

Alessia Rapone

Cosa succede se un giorno il giovane dj radiofonico si ritrova, sempre con le parole in cuffia, dentro un affollato e claustrofobico call center? Paradossale continuità fra il lavoro di prima e quello attuale, distanza assoluta e innegabile fra i due. E le cose cominciano ad andare male anche a casa, nel rapporto con l’amata Patti, la moglie forte e sensibile che soffre di non ben chiari problemi d’udito. Che fare? Riflessione e documentazione in forma di audio dramma sui temi del lavoro e del precariato. ‘Parole in cuffia’ è la storia di uno fra tanti, senza nome, “uno e basta”. È la presenza di una “voce del lavoro” che accompagna, provoca, attende il risveglio dell’uomo e della donna. La storia si articola in quattro scene, la “voce del lavoro” è il filo rosso che le lega fra loro, sorta di coscienza collettiva che provoca o rassicura o indica la strada.

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MENZIONE SPECIALE

Bye-bye Italy: dall’austerità all’Australia

Magica Fossati, Marina Freri 

L’emigrazione italiana verso L’Australia sembrava un evento del passato. Tuttavia, tra il 2006 e il 2011 il numero di italiani giunti down under con un visto di lavoro è aumentato dell’80% circa. Ci troviamo di fronte ad un nuovo capitolo dell’emigrazione italiana agli antipodi? Magica Fossati e Marina Freri l’hanno chiesto a circa 50 intervistati tra Italia e Australia, scoprendo perché la cosiddetta lucky country esercita un fascino crescente su chi vive nel Belpaese, e quali sono le difficoltà cui vanno incontro gli italiani e le italiane che emigrano ai giorni nostri. 

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MENZIONE SPECIALE

Al lavoro 

Agnese Franceschini

L’emigrazione italiana in Germania è strettamente legata ad alcuni lavori tipici, dal lavoro in fabbrica o in miniera di chi è arrivato nel dopoguerra al lavoro degli italiani per eccellenza: in gastronomia. Nel corso dei decenni il panorama è mutato e si è arricchito, un po’ per lo spirito d’iniziativa dei singoli, che per sottrarsi al lavoro in fabbrica hanno creato imprese artigiane rispolverando conoscenze antiche portate con sé dall’Italia, Un po’ per le diverse competenze di chi arriva oggi, per studio, per amore o per mancanza di prospettive, e spesso ricomincia da zero. Ma questa varietà non si è ancora fatta strada né nell’immaginario dei tedeschi, che ancora troppo spesso identificano l’italiano col pizzaiolo di fiducia, né nelle aspirazioni dei ragazzi italiani di seconda e terza generazione, che, secondo alcuni studi, sognano soprattutto di fare il meccanico e la parrucchiera. La rubrica “Al lavoro” di Radio Colonia vuole far conoscere da vicino, con incontri fra l’autrice e i protagonisti sul loro luogo di lavoro, tutte le professioni e le attività degli emigrati italiani in Germania. 

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IV Edizione 2013

2013: IV Edizione

Fandango Incontri 

24 settembre 2013

Ospiti: Susanna Camusso, Pierre Carniti, Jacopo Armini, Carlo Buttaroni, Michele Di Fabio, Alfonso Frai, Beppe Giulietti, Giovanni Rossi 

Presentazione del volume “Pagine della nostra storia” (interviste e recensioni di Marco Rossi su Giorno della Memoria e Giorno del Ricordo – Ospiti Marino Micich, Giovanni Stelli) 

VINCITORE APPROFONDIMENTI 

L’ILVA napoletana, storie di lavoro perduto

Marilù Merolla

La vicenda dell’ILVA di Taranto è solo l’ultimo capitolo della storia contrastata e difficile dell’industria siderurgica in Italia. Fabbriche che danno lavoro a migliaia di persone, ma che sono da tempo sotto osservazione per l’inquinamento ambientale e i danni alla salute che possono provocare. Siamo andati a Bagnoli, dove sorgeva una delle più grandi acciaierie nazionali. Nei racconti degli ex caschi gialli dell’ltalsider la storia di uno stabilimento che ha segnato speranze e immensi dolori per tutta la città di Napoli.

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Altri lavori meritevoli 

Senza rancore. cronache di italiani che se ne sono andati

Massimiliano Coccia, Marzia Ciamponi, Elisabetta Ranieri 

“Chi vive come se non ci fosse nessuna possibilità di cambiamento, impedisce di fatto tale possibilità” (Noam Chomsky) Tre storie. Tre diverse motivazioni per andar via dall’Italia destinazione: Barcellona. Non sono “cervelli in fuga”, ma “persone in fuga”. La Spagna offre loro posti di lavoro nella pubblica amministrazione, nel campo della ricerca universitaria e nell’ambiente culturale. Emigrati moderni, che riconoscono nella loro scelta di fuga la ricerca di una migliore qualità di vita. 

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Chiusi fuori, una storia di lavoro nero 

Marzia Ciamponi  

A volte ci sono storie che si intrecciano creando trame significative. Ad esempio quella di Lyas, studente algerino in attesa di giudizio che per sopravvivere lavora in nero, e quelle di Paola e Chiara, volontarie presso il carcere della Dozza, che devono lottare quotidianamente per sopperire alle mancanze delle istituzioni. A fare da cornice Bologna che, come tante città italiane, rispecchia un paese dalle mille contraddizioni.

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Italia- Romania: in viaggio con le badanti 

Flavia Piccinni 

In Italia vivono più di un milione e mezzo di badanti, delle quali oltre trecento mila sono rumene. Se delle città da cui vengono queste donne si sa molto poco, se delle loro vite si sa molto poco, ancora meno si conosce del viaggio che ogni sei mesi, ogni anno, intraprendono per lasciarsi alle spalle l’Italia e i nostri nonni, come li chiamano loro, e ritornare alle rispettive vite. Per raccontare questo viaggio, costellato di soste e di zone grigie, e le storie che si intrecciano a bordo dell’autobus, ma anche il momento in cui l’Italia è cambiata e la cura degli anziani è stata lentamente delegata a degli estranei alla famiglia, Flavia Piccinni è partita a bordo di un pullman che dall’Italia l’ha portata, dopo oltre 2000 chilometri e quaranta ore di viaggio, nella capitale della Romania, a Bucuresti. Italia-Romania: in viaggio con le badanti è così il racconto di un’epopea di altri tempi, ma anche fotografia di come le badanti rumene curano e ascoltano i nostri anziani, di come considerano il proprio lavoro, il futuro e l’Italia. 

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Di bianco c’è solo il telo. Il racconto della tragedia della Thyssenkrupp

Elisabetta Ranieri 

Antonio Boccuzzi sopravvissuto al rogo della Thyssen-Krupp, oggi parlamentare del Partito Democratico, ci accompagna nelle strade di Torino e – attraverso il suo vissuto – ci racconta come è cambiata la città-fabbrica. Il percorso da ragazzo a uomo, l’alternarsi delle stagioni viste da dietro le finestre dello stabilimento; il susseguirsi dei turni che fanno confondere la notte con il giorno; il lavoro vissuto come valore. E poi l’incendio che uccide, la notte tra il 5 e il 6 dicembre del 2007, i suoi compagni e una parte di Antonio. Da allora è cominciato un altro percorso, coerente con quello da operaio nella città-fabbrica, un percorso doloroso ma vitale, con l’obiettivo di riportare l’attenzione sul tema della sicurezza sul lavoro e per reclamare giustizia.

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V Edizione 2014

2014: V Edizione

Fandango Incontri 

24 settembre 2014

Ospiti: Danilo Barbi, Carlo Buttaroni, Francesca Chiavacci, Stefano Fassina, Giulio Marcon, Laura Pennacchi, gustavo Piga, Claudio Sardo 

VINCITORE

Chi fa la fila al posto tuo? Il primo codista italiano

Marina Lalovic 

Le due angosce principali degli Italiani sono trovare un lavoro e fare le code. Una persona è riuscita a conciliare entrambe le cose trasformandole in un vero business. Giovanni Cafaro, salernitano d’origine, milanese d’adozione, a giugno del 2013 rimane senza lavoro. Era direttore commerciale di un’azienda d’abbigliamento che chiude la propria sede italiana per trasferirla all’estero. Dopo diversi mesi di ricerca di lavoro e con più di 500 curricula spediti Giovanni è ancora disoccupato.Durante una lunghissima fila alle poste gli viene l’idea: trasformare una delle pratiche più fastidiose, ovvero fare le code, in un lavoro vero e proprio.“La tua coda allo sportello da oggi la prendo io”, diceva il primo volantino che pubblicizzava la nuova attività di Giovanni. Con i soldi della liquidazione stampa cinque mila volantini e li distribuisce negli uffici delle banche e delle poste di Milano. Il successo è quasi immediato. Cominciano a chiamarlo i cittadini, studi legali e tutti coloro che volevano risparmiare il tempo che altrimenti perderebbero in coda.A distanza di sei mesi ci troviamo al worskshop per i codisti che Giovanni Cafaro ha organizzato a Milano, per capire come funziona questo mestiere inventato in tempo di crisi.

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VINCITORE SERVIZI D’INFORMAZIONE GIORNALISTICA

Diritti al lavoro 

Giuseppe Manzo 

Questo approfondimento radiofonico nasce dall’esigenza di raccontare un pezzo del Paese che, in tempi di crisi, costruisce opportunità ai “senza diritti”. Perché i diritti possono ripartire dal lavoro, motore fondamentale dell’emancipazione umana. Ecco tre storie, da Nord a Sud, di chi lavora per i diritti (al lavoro). Nell’epoca della crisi economica ci sono persone che restano indietro un passo in più degli altri. Chi vive la detenzione carceraria, la disabilità mentale e fisica, chi viene da un altro Paese o le donne che subiscono violenza restano fuori dai circuiti lavorativi. Eppure è possibile creare il lavoro, difendendo i diritti attraverso il lavoro stesso. Ecco allora alcune storie che vengono da Nord a Sud su progetti di inserimento lavorativo. Anche dentro un carcere può nascere un giardino. A dimostrarlo saranno alcuni detenuti di Sollicciano che presto cureranno le piante che saranno immesse sul mercato da uno dei vivai più importanti d’Europa: il vivaio Vannucci di Pistoia. Il progetto è della cooperativa sociale Ulisse e il suo obiettivo è dare occasione di inserimento lavorativo ai detenuti del penitenziario fiorentino. Ascoltiamo Eleonora Vanni, vicepresidente nazionale Legacoopsociali.Il rischio di chiusura già nel 2012, poi la gara di solidarietà e la Locanda dei girasoli di Roma è ancora lì con i suoi chef e i suoi camerieri speciali. Ecco la cooperativa sociale che nasce con l’obiettivo di inserimento lavorativo per persone con sindrome di Down, nobilitando e dando dignità alla persona attraverso un percorso individuale di formazione e inserimento lavorativo. Il progetto promosso dalla cooperativa I Girasoli è in piedi dal 2000 e nonostante nel corso della sua storia abbia avuto numerose difficoltà, grazie all’impegno e alla dedizione di quei ragazzi, ma anche grazie al supporto di numerosi sostenitori, è riuscito a garantirsi l’autosufficienza. Ascoltiamo la testimonianza di Enzo Rimicci che gestisce la pizzeria sociale.Metti un bene confiscato al boss dei boss di Casal di Principe, metti una comunità di accoglienza per donne vittime di tratta e di violenza, metti un’opportunità di lavoro. Tutto ciò è possibile: si chiama le Ghiottonerie di Casa Lorena, un’attività imprenditoriale e di catering per la produzione di dolci e confetture realizzate proprio con il coinvolgimento delle ospiti della struttura. Ci racconta l’esperienza e il successo Lella Palladino, presidente di coop sociale Eva.Abbiamo raccontato tre storie, tre testimonianze di chi reagisce alla crisi per dare opportunità a chi è tagliato fuori dai diritti e i diritti chiamano il lavoro da cui nasce la piena emancipazione delle persone. Le cooperative sociali permettono di condurre quei diritti al lavoro: disabili, migranti, detenuti, donne vittime di violenza, persone fragili che riconquistano una vita dignitosa. 

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VINCITORE REPORTAGE/ DOCUMENTARI/INCHIESTE

Le sartorie della vergogna

Carla Manzocchi 

Trattati come schiavi, con orari di lavoro estenuanti e paghe da fame: è la condizione di centinaia di operai, provenienti dal Bangladesh, che lavorano nelle fabbriche tessili della zona a Nord di Napoli, tra Sant’Antimo e Grumo Nevano. Il reportage racconta, attraverso le voci dei protagonisti, la coraggiosa battaglia di un gruppo di lavoratori immigrati per vedere riconosciuti i propri diritti e la propria dignità. 

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MENZIONE

Agrati, i disegni dei bambini per i lavori dei padri 

Gianluca Gobbi 

I figli degli 82 lavoratori della Agrati esprimono con i loro disegni il loro stato d’animo insieme alla richiesta della riassunzione insieme ai ragazzi di tre scuole medie aderenti al progetto underadio di Save the Children. 

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VI Edizione 2015

2015: VI Edizione 

Teatro Argentina 

24 settembre 2015

Ospiti: Rosy Bindi (invitata, proiezione intervista perché impossibilitata a partecipare), Christian Raimo, Nino Baseotto, Vincenzo Vita, Silvia Garambois, Monica Di Sisto, Pietro Barbieri, Alexander Panagopoulos

VINCITORE 

Parola di macellaia

Daniel Paul Bilenko 

VINCITORE SERVIZI D’INFORMAZIONE GIORNALISTICA

Caporalato nell’Agro Pontino 

Claudio Bustaffa

VINCITORE REPORTAGE/DOCUMENTARI/INCHIESTE

Un archivio salvato. Il lavoro dei detenuti a Tramariglio

Daria Corrias, Stefano Alberto Tedde

  • Disponibile su RaiPlaySound 

MENZIONE 

Molto lavoro per nulla

Chiara Ronzani, Elisabetta Vergari 

MENZIONE 

Mi faresti entrare

Béatrice André, Léa Promaja  

VII Edizione 2016 

2016: VII Edizione

Più Libri Più Liberi 

9 dicembre 2016

Ospiti: Antonio Manzini silvia garambois 

Susanna Marietti 

VINCITORE

Viaggiatori

Mattia Lento, Manuela Ruggeri

Il luna park, soggetto letterario e cinematografico per eccellenza, luogo di melanconiche riflessioni e di romantico stordimento dei sensi. Ma chi fa muovere questo mondo? Chi sta dietro alla macchina del divertimento? In occasione della festa paesana, Lissone, cittadina brianzola nel cuore dell’Insubria, ospita tutti gli anni il luna park temporaneo più grande della Lombardia e i due autori sono andati a conoscere i numerosi “viaggiatori” dell’intrattenimento, più comunemente conosciuti come “giostrai”, e li hanno seguiti durante lo spostamento dello loro carovane il montaggio e il collaudo delle attrazioni, naturalmente durante le giornate di festa. Passione, ambizione, orgoglio ma anche rischio, fatica, scoramento, difficoltà burocratiche. Il mondo delle giostre non è tutto luci, suoni, adrenalina e sogno. Quasi tutti provenienti da famiglie che da decenni o persino da secoli hanno fatto dell’intrattenimento foraneo una professione, i viaggiatori vivono in una realtà tanto interessante, quanto isolata e misconosciuta. Il documentario cerca anche di restituire una dimensione del luna park, quella sonora, che è stata spesso messa in ombra dalla rappresentazione narrativa e visiva di questo mondo. 

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SECONDO CLASSIFICATO 

Lisca di pesce 

Alice Gussoni 

Storia di un piccolo pescatore a strascico a Fiumicino. Testimonianza dei tempi cambiati e di un mercato dominato sempre dai più grandi con i quali non si può competere.

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TERZO CLASSIFICATO 

Resto umano 

Daniel Bilenko 

Valle Onsernone, Canton Ticino, Estate 2016. Nei pressi di una cava di granito un’escursionista trova un pezzo di gamba putrefatto. Questo “resto umano” appartiene a un lavoratore macedone assunto in nero su un alpeggio. Il resto del suo corpo non viene però ritrovato. Da questo fatto di cronaca realmente accaduto, “resto umano” si propone alternando documento e finzione di raccontare

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MENZIONE  

Lavori audio del Centro Sperimentale di Cinematografia con sede in Abruzzo 

Il paese dello bello Maccarone

Manuel De Pandis

“Benvenuti a Fara San Martino, il paese della pasta e dell’acqua”: così recita lo slogan posto sul cartellone di benvenuto appena si arriva nel paese, in provincia di Chieti, situato sul versante del parco della Majella, in Abruzzo. È famoso per essere il luogo dove è nata la pasta De Cecco, che ha portato lavoro e benessere ai faresi. La storia parte dagli anni ’40, in piena seconda guerra mondiale, attraverso testimonianze che ripercorrono i cambiamenti e gli sviluppi del paese in relazione all’azienda De Cecco nel corso degli anni fino ai giorni nostri. Le musiche sono di Sandro di Stefano. Le poesie sono lette da Federico Liaci. 

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L’oro nero d’Abruzzo 

Flaminio Muccio 

Franco Del Beato ha 47 anni e vive a Vittorito un piccolo paese nelle vicinanze dell’Aquila. Prima faceva l’odontotecnico ma in un momento di crisi lavorativa ha lasciato. Trovandosi senza un impiego ha deciso di rimboccarsi le maniche e puntare tutto sulla tradizione abruzzese dell’allevamento. Insieme ai cugini oggi alleva maiali appartenenti alla reintrodotta razza del “Nero Abruzzese”. 

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AquiLANA

Chiara Napoli 

Valeria Gallese con il suo marchio AquiLANA sceglie di parlare non solo del suo prodotto ma dello stretto rapporto che questo ha con il territorio dal quale nasce l’Abruzzo. Con la sua testimonianza Valeria ci racconta di una tradizione: quella di filare la lana, ma lei in più ci mette la fantasia, tingendola con metodi e sostanze naturali o con il Montepulciano d’Abruzzo.

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Il paese della musica

Giorgio Santise

A Fossa un paese in provincia dell’Aquila ha sede l’Orchestra Città Aperta che musica le colonne sonore di importanti film italiani. “Città Aperta” è stata fondata dal compositore Carlo Crivelli e dal cornista Jonathan Williams che vive tra Fossa e Londra ed ha deciso di eleggere Fossa come sua dimora. L’orchestra rappresenta la realizzazione di un suo grande desiderio, sebbene ancora non del tutto compiuto. Il terremoto del 2009 ha distrutto il paese causando problemi anche all’Orchestra, come ad esempio la maggiore difficoltà a convincere le produzioni cinematografiche ad incidere in un “paese fantasma”. 

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L’anima degli strumenti

Giovanni Sfarra

Gino Sfarra è un ragazzo di 24 anni che ha deciso di fare della propria passione un lavoro: il liutaio. Ha studiato alla Civica Scuola di Liuteria di Milano dove ha imparato a progettare, realizzare e riparare strumenti ad arco quali violini, viole e violoncelli a mano, secondo il metodo utilizzato nel ‘600-‘700. Terminato il percorso formativo, ha scelto di tornare nella sua città natale, L’Aquila, aprendo la sua bottega all’interno del centrale Palazzo Bonanni, restaurato dopo il terremoto del 2009. 

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Uno scrigno di talenti 

Giovanni Soria 

I sarti dell’azienda Brioni di Penne a Pescara raccontano la cura con la quale realizzano da decenni abiti di grande qualità, apprezzati in tutto il mondo. L’amore per il proprio lavoro e una tradizione aziendale prestigiosa devono tuttavia fare i conti con una complessa congiuntura economica alla quale si cerca di fare fronte, tra speranze e incertezze. 

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Le api di famiglia 

Eva Bearzatti 

“All’inizio non era un lavoro, era qualcosa che ti faceva stare bene”. Quando Walter e Pedestina hanno cominciato ad allevare api per hobby a Pratola Peligna, di certo non pensavano che sarebbero arrivati ad avere ben seicento alveari. E come questa, non sapevano molte altre cose. Le difficoltà e i successi della vita di un apicoltore. 

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MENZIONE

Wolfsburg: la città della fabbrica

Giulia Nucci, Fabiana Carobolante, Fabiana Corrias 

Un viaggio tra i lavoratori della Volkswagen, il più grande gruppo industriale tedesco, emblema del ‘made in Germany’ e tra i cittadini di Wolfsburg, culla dell’azienda del maggiolino. La città e la fabbrica separate fisicamente da un fiume, sono legate indissolubilmente nelle aspirazioni e nelle prospettive. A Wolfsburg tutto è Volkswagen: le banche, le assicurazioni, la centrale che rifornisce i cittadini di energia elettrica, la squadra di calcio che ha vinto la coppa Germania, nonché i curry wurst, popolarissime salsicce tedesche. Una città che deve tutto alla fabbrica, a partire dalla sua nascita, una città dove quasi un terzo dei cittadini vive grazie a uno stipendio Volkswagen. La vita di Wolfsburg e la storia della fabbrica della Volkswagen raccontate dai “Gastarbeiter” italiani che dal 1962 iniziarono ad essere assunti in fabbrica e rimasero l’unico gruppo straniero fino al 1970, quando la Volkswagen aprì i suoi cancelli anche ai lavoratori tunisini. Il ritratto di una comunità italiana fortemente sviluppata e influente, che ha contribuito alla crescita della casa automobilistica tedesca e alla completa fusione dei ritmi della Volkswagen con quelli della città. 

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VIII Edizione 2018

2018: VIII Edizione 

Più Libri Più Liberi 

6 dicembre 2018 

Ospiti: Angelo Ferracuti

Letture di Maria Antonia Fama

VINCITORE VIII EDIZIONE 2018 

La via dei concerti 

Agnese Ferro 

Un lavoro inedito che racconta un festival culturale ed itinerante. Un intenso viaggio sonoro accompagnato dalle grandi arie dei compositori dove la musica si unisce magistralmente con la tecnica della narrazione.

  • Disponibile su RaiPlaySound

VINCITORE SERVIZI DI INFORMAZIONE GIORNALISTICA   

Matteo Salvatore, cantore dei braccianti e della fatica nei campi: Nu’ furastiero 

Arianna Voto 

MENZIONE SPECIALE 

Le donne di Scampia. Lavorare per migliorare la realtà.

Elisabetta Ranieri, Giada Valdannini

Un’insegnante di teatro, una ristoratrice del primo locale italo-rumeno: due tra le protagoniste dell’inchiesta. 

  • Disponibile su RaiPlaySound 

MENZIONE SPECIALE

Non chiamatele morti bianche 

Daniela Sala 

Questo documentario-inchiesta sulle morti sul lavoro testimonia come la sicurezza sul lavoro sia ancora un argomento da raccontare, per il silenzio di molti e l’impegno di pochi. 

IX Edizione 2019

2019: IX Edizione 

Più Libri Più Liberi 

5 dicembre 2019 

Ospiti: Luciana Castellina, Mauro Biani 

VINCITORE 

La mia vita al ‘4 stelle’, diario di Dalila

Alice Gussoni 

Dalila è la protagonista di questa storia, una ragazza di vent’anni nata in Italia di origini algerine, che vive con la famiglia in un appartamento di 40 mq in un ex hotel occupato illegalmente sulla via Prenestina a Roma. Il sottofondo costante e incessante di questo diario sonoro è il tema del lavoro, una ricerca continua non soltanto per Dalila, per le sue amiche, per la mamma, per suo padre, che decide di andarsene in Francia, pur di porre fine a questa guerra tra poveri, fatta di sgomberi e soldi che mancano e un futuro impossibile da inventare ogni giorno.

  • Disponibile su RaiPlaySound 

X Edizione 2021

2021: X EDIZIONE

Circolo Culturale Monk 

24 giugno 2021

Ospiti: Susanna Camusso, Alessio Falconio, Marino Micich

VINCITORE

Ammazzarsi di lavoro 

Francesca Calcagno, Francesca Torrani 

Audiodocumentario realizzato immediatamente prima della pandemia ambientato nel Canton Ticino per raccontare la storia dei pendolari frontalieri

SECONDO CLASSIFICATO 

Colleganza

Alessia Rapone 

Tratta dello svolgimento anomalo dei vari ‘lavori’ in questo particolare periodo (pandemia) e dello smart working più nello specifico  

TERZO CLASSIFICATO 

Buio in sala luci in piazza 

Collettivo Loren 

Voci dei lavoratori dello spettacolo 

XI Edizione 2023

2023: XI EDIZIONE

Spazio Scena

3 febbraio 2023

Ospiti: Adriana Migliucci, Linda Laura Sabbadini 

VINCITORE 

Lo scherzo. Il caso GKN, lotta operaia del terzo millennio 

Valentina Baronti, Camilla Lattanzi, Gianluca Masala

Podcast di 5 episodi sul caso GKN, il fondo inglese che ha licenziato 500 persone con una mail 

  • Disponibile su RaiPlaySound 

VINCITORE (progetto di un podcast)

C’era una volta la classe operaia. Come il lavoro cambia il voto di una comunità

Martina Romanello, Art33 APS

È un viaggio inedito alla scoperta delle storie di uomini e donne protagonisti della vita produttiva ed economica di Napoli Est, raccontate dalle archeologie industriali presenti nell’area orientale di Napoli. Un viaggio che attraversa la lunga catena di dismissioni industriali, dal Real Opificio di Pietrarsa fino alle recenti vicende della Whirlpool. Eventi che hanno segnato profondamente la storia delle persone che vi abitano e ridisegnato il volto della periferia orientale di Napoli. Il podcast si articolerà in 5 episodi per ogni sito industriale, raccontati da una voce narrante intramezzata da testimonianze più o meno dirette di chi ha vissuto queste trasformazioni. 1. Real Opificio di Pietrarsa 2. Conservificio Cirio 3. Deluy-Granier 4. Snia Viscosa 5. Whirlpool 

MENZIONE

La palazzina. Una storia di mobbing di massa

Carla Manzocchi 

https://www.raiplaysound.it/programmi/lapalazzinaunastoriadimobbingdimassa

MENZIONE (progetto per podcast)

La capitale dei pastori, Castel del Monte

Gianluca Stazi 

XII Edizione 2024

2024: XII EDIZIONE

Più Libri Più Liberi 

4 dicembre 2024 

Ospiti: Claudio Morici 

VINCITORE

Cristo si è fermato a Seveso 

Manuel Maria Perrone 

Quando la voce gracchiante invece dice Seveso i ricordi prendono un’altra forma, densa, come una nube. 10 luglio 1976. Ripercorro la storia del disastro di Seveso, cercando negli archivi – qualche radiogiornale, una intervista a Luigi Mara a Millevoci e il bel documentario Gambit, di Sabine Gisiger del 2005. E, poi, andando di persona a intervistare Luigi Bisanti, a Milano, il medico che da solo, venticinquenne, si è ritrovato a dover gestire la situazione dopo l’esplosione dell’Icmesa. Anche lui, come mio padre, allievo di Maccararo, anche lui militante di Medicina Democratica. Ma quel 10 luglio mio padre era ancora poco più che adolescente e la nube tossica lo colpisce metaforicamente … Lui è morto a 33 anni, 33 anni fa. Nell’ultimo suo mese di vita con me e mio fratello, di 9 e 11 anni, abbiamo letto Aspettando Godot. Forse era un indizio anche quello? Allora prendo due amici attori e ripercorriamo il capolavoro di Beckett. 

  • Disponibile su RSI Radiotelevisione svizzera

SECONDO CLASSIFICATO 

Il fumo negli occhi 

Giovanni Augello 

A Lanciano, in Abruzzo, c’è un palazzo costruito di recente che sembra essere sbucato dal nulla, le sue generose dimensioni, del tutto fuori contesto rispetto alla cittadina abruzzese, sembrano nascondere qualcosa. Una storia. In effetti, prima che venisse realizzato, nei primi anni 2000, al suo posto c’era lo Stabilimento Manifattura Tabacchi. Una struttura negli anni andata in disuso per via dei repentini cambiamenti nel mondo della produzione del tabacco in Italia, ma che rappresentava un simbolo per la comunità locale e non solo. Il tabacchificio di Lanciano, infatti, è stato teatro di aspre lotte per i diritti delle lavoratrici del tabacco, le cosiddette “tabacchine”, a cavallo tra gli anni 60 e 70. Tuttavia, la storia delle lavoratrici di questo tabacchificio si intreccia con un più ampio movimento di conquista dei diritti sul lavoro delle donne che ha portato a definire negli anni a molte importanti innovazioni sociali. 

TERZO CLASSIFICATO EXAEQUO

Fuori dal ghetto. Voci dalla piana di Gioia Tauro

Giovanni D’Ambrosio

Cosa sappiamo delle arance, dei limoni e dei mandarini che troviamo sui banchi dei supermercati? A volte controlliamo l’origine o la qualità, ma quanto spesso ci domandiamo se la produzione di ciò che compriamo abbia comportato o meno lo sfruttamento dei lavoratori impiegati nel processo stesso di produzione e raccolta? “Fuori dal ghetto” racconta una parte di quello che succede in Calabria, nella piana di Gioia Tauro, tra i paesi di Rosarno, San Ferdinando e Taurianova; dove ogni anno, tra novembre e marzo, circa 2000 lavoratori braccianti africani sono impiegati nella raccolta degli agrumi. A portarci all’interno di questa realtà sono Ibrahim, Francesco e Miriam che da tempo lavorano sul territorio in un progetto di Mediterranean Hope (MH), il programma rifugiati de migranti della Federazione delle Chiese Evangeliche in Italia. Nel 2021 MH apre l’ostello sociale Dambé So, che in lingua Bambarà significa Casa della dignità e che durante il periodo della raccolta può ospitare circa 40 persone. Dambé So sfida le politiche di marginalizzazione, delle tendopoli, dei ghetti e dei campi container, proponendo invece un’accoglienza diffusa, lontana da logiche emergenziali e chiamando le imprese produttrici e la Grande Distribuzione alle loro responsabilità sociali riguardo i lavoratori, le lavoratrici e il territorio in cui lavorano. 

  • Disponibile su RaiPlaySound 

TERZO CLASSIFICATO EXAEQUO

Generazione Millennials

Valentina Esposito

Il podcast riflette su come le condizioni precarie lavorative abbiano disatteso le aspettative della Generazione Millennials che ne avverte il costante disagio economico, sociale, emotivo e di genere. 

XIII Edizione 2025

2025: XIII Edizione

Casa del Podcast

18 dicembre 2025

Ospiti: Sony Singh, Giuseppe Massafra, Bruno Giordano 

VINCITORE 

Trasnova: una storia di lotta per il lavoro

Francesca Ferrara 

Oggetto del reportage è il presidio improvvisato da un piccolo gruppo di operai licenziati dalla ditta Trasnova a dicembre 2024, che ha bloccato lo storico stabilimento Stellantis (fu AlfaSud) di Pomigliano d’Arco. Ho seguito l’evoluzione del presidio giorno per giorno, raccogliendo materiale ambientale sul campo e intervistando operai e sindacalisti. Novanta operai dell’indotto Stellantis (fu AlfaSud), licenziati da un giorno all’altro, hanno improvvisato un presidio durato nove giorni per tentare di salvare il posto di lavoro. Hanno imparato ad organizzare una lotta direttamente sul campo, con tutte le incertezze dei propri mezzi e contro un colosso dell’automotive. Questo reportage racconta l’altalena di emozioni dei lavoratori, raccogliendone le testimonianze giorno dopo giorno, percorrendo le fasi salienti che li hanno portati ad ottenere il rinnovo della commessa per un anno. Una storia che parla dei cambiamenti della comunità operaia, all’interno dello stabilimento automobilistico più grande del mezzogiorno – È un reportage indipendente scritto, montato e prodotto in proprio. Il materiale audio è stato registrato sul campo, durante il presidio degli operai fuori i cancelli di Stellantis a dicembre 2024

  • Ascolta il sonoro 

SECONDO CLASSIFICATO

Genova, il porto che restiste

Anais Poirot Gorse

Audiodocumentario che ci porta tra i lavoratori del CALP, il Collettivo Autonomo Lavoratori Portuali. Si entra nel cuore del porto di Genova, tra storie di fatica, solidarietà e impegno civile. Le testimonianze dirette ci guidano in un viaggio sonoro dove il lavoro diventa anche lotta per la dignità e per la pace. Un racconto che intreccia vita quotidiana e resistenza. Tutte le interviste e le registrazioni sono state effettuate tra l’11 e il 27 settembre 2025.  

Link: https://www.raiplaysound.it/audio/2025/10/TRE-SOLDI-Genova-Il-porto-che-resiste-di-Anais-Poirot-Gorse-b85e697b-2b01-4aaf-9c6a-9d6ca1b9fb1c-html

TERZO CLASSIFICATO 

Identità operaie

Giuseppe Parisi 

Cividale dei Friuli, Udine, è un crocevia, una terra di confine: qui ha camminato l’erede al trono d’Austria ottanta giorni prima dell’attentato di Sarajevo, e da qui partì il primo attentato a Mussolini, finanziato dal presidente della Società Operaia Locale. Il podcast “Identità operaie” raccontala la storia della Società Operaia di Mutuo Soccorso ed istruzione di Cividale, fondata nel 1869, e delle persone che, nel cuore delle grandi trasformazioni italiane ed europee, hanno lottato per il progresso collettivo e la giustizia sociale. Un racconto che attraversa le sfide delle guerre mondiali, le trasformazioni del lavoro e del territorio, fino all’arrivo della Liberazione, intrecciando biografie, eventi dimenticati e Storia con la “S” maiuscola. Il podcast si avvale di materiali d’archivio scritti e sonori, per restituire una narrazione profonda e immersiva delle vicende di una terra di confine. – Francesco Imbriaco e visual design di Elena Guglielmotti – Puntate caricate sulla piattaforma: Spotify – 1 puntata: Ai margini al centro – 2 puntata: Il ponte dei diavoli – 3 puntata: Re-Esistere

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